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G8 Summit 2009
From La Maddalena to L'Aquila

Lo spostamento del Summit da La Maddalena a L'Aquila ha innescato una macchina organizzativa imponente. La caserma della Guardia di Finanza di Coppito, e' stata trasformata, in pochissimo tempo, in 14 strutture alberghiere, per un totale di 998 camere e 2.100 posti letto. Sono stato chiamato a Coppito per la gestione operativa della parte accoglienza delle diverse delegazioni internazionali dalla la Ega Congressi per tramite di Marzia Midulla.
Gestire la movimentazione di oltre 5.000 ospiti che si sono avvicendati nei giorni del Summit, e' gia' di per se un'attivita' complessa quando avviene in una struttura organizzata e con personale professionista. La posta ingioco e' stata alta. L'accurata selezione delle risorse, non professioniste, effettuata tra laureati e laureandi delle zone colpite dal sisma, si e' rivelata vincente. Tante ragazze e ragazzi, pieni di volonta' e con il desiderio di mostrare al mondo cosa e' in grado di fare il popolo abruzzese. Anche se il tempo dedicato alla formazione delle risorse relativamente agli aspetti basilari dell'ospitalita' e' stato veramente esiguo, il soggiorno delle personalita' internazionali e' stato, dagli stessi confermato, di elevato livello. Le difficolta' operative per la gestione delle 14 strutture possono essere facilmente comprese sapendo che l'area delle operazioni era vasta 45 ettari. L'ausilio dei mezzi elettrici unitamente alle radio rice-trasmittenti, hanno permesso il costante contatto operativo con le diverse reception 24 ore su 24. Il coordinamento operativo e' stato anche aiutato dalla diminuzione dei servizi offerti rispetto a strutture abituali. Ad eccezione delle prime colazioni per i capi delegazione ed alcune richieste particolari di ristorazione, magistralmente dirette da Roberto Battisti, non erano previsti servizi ristorativi al di fuori di quelli istituzionali. L'agenda dei lavori, poi, ha garantito l'operativita' non invasiva dei servizi di housekeeping, che hanno agito massicciamente durante le varie riunioni della giornata.

FATTI & NUMERI


  • Strutture: 14
  • Camere: 998 di cui 50 Suites
  • Letti: 2.100
  • N. Chiavi: 2.994
  • Receptionist: 42
  • Magiordomi: 56
  • Pulizie: 120 risorse e 4 capi gruppo
  • Lenzuola: 5.000 completi
  • Coperte: 1.500
  • Asciugamani: 5.000 completi
  • Amenities: 5.000 unita'


  • Al di la' della cronaca di cosa e' avvenuto in quei giorni, reputo l'esperienza avuta a Coppito, un'esperienza unica. L'arricchimento umano, personale e professionale che ho ricevuto durante il G8, esula da qualsiasi genere di esperienza formativa che si possa immaginare. L'attenzione, di tutti coloro che sono stati coinvolti nell'organizzazione, e' stata minuziosa ed diretta alla costante ricerca della perfezione.
    E la perfezione e' stata raggiunta!

    Grazie a tutti!

    Riccardo Cocco









    Un pensiero del Dott. Guido Bertolaso.

    Come molti di noi, anch'io sto tornando con i piedi per terra, dopo un momento di pura soddisfazione. Ogni "dopo" di un risultato importante si porta appresso un cambiamento improvviso del nostro sentire: tutto cio' che fino all'ultimo era stato al centro dell'attenzione, con quel pizzico di timore che qualcosa non andasse come previsto, al suono del gong dell'ultimo round lascia il posto a pensieri del tutto diversi.

    Il primo, siamo ancora in piedi, intorno luci, pacche sulle spalle, abbracci, allora vuol dire che abbiamo vinto, che ce l'abbiamo fatta, i sorrisi che vedi intorno fanno sorridere anche te, le facce sfatte di gente che non ha chiuso occhio per giorni si trasformano nel contorno sfumato di sguardi chiari, che esprimono semplice contentezza, e' finita ed e' finita bene.
    Poi ti viene la tentazione di annullare tutta la fatica e lo sforzo, siamo professionisti, ricominciamo daccapo, staff meeting domattina alla solita ora, non e' successo nulla, abbiamo solo fatto il nostro lavoro. Il gioco riesce solo in minima parte, il corpo rifiuta la pretesa della testa di considerare tutto normale.

    Abbiamo chiuso bene, molto bene, una partita importante, ci abbiamo messo tutta l'energia e l'anima che avevamo, adesso certo torniamo alle nostre attivita' normali, ma pagando il giusto prezzo al nostro essere persone normali. Non siamo automi, macchine, computer, ma donne e uomini. Abbiamo vissuto questi ultimi giorni quasi in apnea, sempre un passo prima che gli altri arrivassero, a presidiare non solo lo spazio di questa caserma ora zeppa di record, ma anche il tempo nostro e degli altri, azzerando con tutti noi stessi lo scarto tra qualsiasi domanda e le nostre risposte, arrivando a considerare normale rispondere prima che qualcuno chiedesse.
    Poi arriva il momento in cui ti senti davvero bene con te stesso e con chi lavora con te. In un coro di complimenti e felicitazioni, al quale hanno partecipato spontaneamente anche i nostri illustri Ospiti, ti chiedi che effetto ti fa il successo ottenuto, e sei contento perche' abbiamo mantenuto la parola, non abbiamo tradito la fiducia che avevamo preteso ci dessero, abbiamo confermato di essere all'altezza della buona fama che ci siamo creati lavorando sodo per anni e anni. Poi ti accorgi che, alla fine, cio' che davvero ti fa contento e' che puoi guardarti indietro e leggere i risultati su un piano che molti non usano nemmeno piu': abbiamo fatto fare bella figura al nostro Paese, all'Italia, non solo al Governo, al Presidente, alla maggioranza, ma all'Italia, a tutti noi, a chiunque, a ogni cittadino di questo Paese che ama l'Italia e si sente meglio quando il suo Paese "fa bella figura".

    Sappiamo di avere intorno anche persone che ragionano con criteri diversi, mettendo al primo posto se stessi, le proprie ideologie, una logica politica tutta "loro e noi", non molto piu' elaborata del vecchio "tanto peggio, tanto meglio". Sappiamo che costoro - e la cosa non ci dispiace affatto - sono rimasti molto delusi, non solo da noi e dai risultati che abbiamo prodotto, ma anche dalla natura, che ci ha dato davvero una mano "tifando" per noi: non una goccia d'acqua, non una scossa sismica significativa, solo la bellezza di questi luoghi in una parentesi di normalita' assoluta.

    Adesso torniamo all'Abruzzo del terremoto, agli aquilani che sono venuti ieri a prendersi una vacanza girando con noi per i luoghi che hanno ospitato i Grandi, a quelli che non sono venuti, alle persone in tenda o in albergo che hanno accettato anche il G8 ma che ancora non hanno un calendario preciso per seguire con il pensiero il loro futuro prossimo, i prossimi mesi, i prossimi anni. Molti hanno capito e ci hanno detto che il G8 all'Aquila e' stata una scommessa giocata per loro, una carta che ha prodotto si' sponsorizzazioni e interventi di restauro, sempre benvenuti, ma soprattutto ha ottenuto il risultato che volevamo, far conoscere questa regione, aprire la porta del cuore di migliaia di ospiti che forse non l'avevano neppure sentita nominare, creare occasioni straordinarie e uniche di relazione, di contatti, di rapporti, di dialogo, di interesse per la sorte dell'Aquila e degli altri Comuni terremotati.

    L'ultimo pensiero va a tutti coloro che qui a Coppito hanno reso possibile il buon risultato che abbiamo portato a casa, ai nostri veterani come a quanti hanno lavorato con noi per la prima volta per gestire i mille aspetti dell'accoglienza e della sicurezza e i mille appuntamenti che hanno scandito l'evento G8. E' un pensiero che mescola il semplice "grazie" con la soddisfazione di aver dato a tanti colleghi e collaboratori l'occasione di fare una grande esperienza, di quelle da poter raccontare.

    Un pensiero che si allarga ai tanti di noi che, senza neppure respirare l'aria di Coppito, hanno lavorato al G8 oppure presidiando altri fronti, altre situazioni, per dare a chi si occupava del G8 la tranquillita' di farlo senza avere il timore di trascurare altri problemi ugualmente importanti. Un grazie particolare anche a loro, assenti dalle foto di famiglia, ma solo da quelle.

    Adesso torniamo, carichi, al nostro lavoro, c'e' davvero tanto da fare. Non ce ne andremo di qui, non abbiamo affatto finito il nostro impegno, che abbiamo continuato senza interruzioni anche durante i giorni di fuoco del G8 e continuiamo da oggi con la stessa urgenza, la stessa cura, la stessa determinazione. Con una differenza. Ammaineremo le bandiere dei tanti Paesi che abbiamo accolto, restera' il tricolore a sventolare su Coppito, la nostra bandiera. La guarderemo con uno sguardo piu' compiaciuto di ieri, noi l'abbiamo decorata e onorata con il nostro buon lavoro.

    13 luglio 2009


    Guido Bertolaso

    06.02.10   | contact